Bitte benutzen Sie diese Referenz, um auf diese Ressource zu verweisen: doi:10.22028/D291-23640
Titel: Sondaggi sulla lingua dei Diarii di Marin Sanudo (1496-1533)
Sonstige Titel: Studies on the language of Marin Sanudo’s Diarii (1496-1533)
Untersuchungen zur Sprache der Diarii von Marin Sanudo (1496-1533)
Verfasser: Crifò, Francesco
Sprache: Sonstige
Erscheinungsjahr: 2014
SWD-Schlagwörter: Altitalienisch
Venezianisch
Sprachgeschichte
Lexikologie
Lexikographie
Sanudo
Marin
Freie Schlagwörter: Editionsphilologie
Old Italian
Old Venetian
textual criticism
historical grammar
lexicology
DDC-Sachgruppe: 450 Italienisch, Rumänisch, Rätoromanisch
Dokumentart : Dissertation
Kurzfassung: I monumentali Diarii, redatti fra il 1496 e il 1533 dal più fecondo cronista della Venezia rinascimentale, offrono a tutt’oggi nuovi materiali e nuove sfide ai più diversi livelli della ricerca. Le dimensioni eccezionali rendono però inevitabilmente ardua un’analisi complessiva dell’opera. Le ricerche finora condotte si fondano essenzialmente sul testo dell’edizione Fulin et al. (1879-1903). Nel presente lavoro si è cercato di arricchire il quadro delle conoscenze su questo preziosissimo documento anche sul fondamento del manoscritto autografo in 59 volumi conservato presso la Biblioteca Marciana di Venezia. Marin Sanudo (1466 ― 1536) visse in un’epoca di rovesci storici drammatici per Venezia, che in parte trovano un riflesso anche nella lingua. Rimase sempre in stretto contatto con gli ambienti del potere, il che gli agevolò fra l’altro la registrazione della cronaca quotidiana nei Diarii. Quest’opera appartiene al sottogenere della cronachistica del contemporaneo (Gegenwartschronistik), che visse una stagione di improvvisa fioritura nell’Italia centrale e settentrionale di fine XV ― inizio XVI secolo. Un documento dalla natura così composita si potrà più agevolmente interpretare quando ne siano finalmente note le circostanze di redazione, finora non del tutto chiarite. Un esame linguistico a campione suggerisce che il processo di scrittura seguisse per la gran parte una routine quotidiana in due tempi. La mattina Sanudo annotava le attività del Senato e le notizie che vi venivano diffuse, a voce o attraverso verbali ufficiali, inframmezzandole con informazioni estemporanee e con promesse di copiare in seguito documenti menzionati a vario titolo; queste trascrizioni venivano poi inserite, non senza incoerenze, trasposizioni e lacune, di norma nel pomeriggio («dapoi disnar») e nella sera dello stesso giorno. La bipartizione piuttosto regolare di questo procedimento redazionale si rispecchia appunto nel registro linguistico delle due fasi. Si è ripercorsa per grandi linee la storia del testo a partire dalla riscoperta settecentesca, soffermandosi in particolare sulla verifica della coerenza con cui gli editori incaricati dalla Regia Deputazione Veneta di Storia Patria nel 1877 si attennero al loro lodevole proposito di «fotografare» il manoscritto. I due campioni qui considerati mostrano diverse oscillazioni, del resto non sorprendenti in un lavoro editoriale ottocentesco di tale impegno e durata e limitate in sostanza agli aspetti grafici e fonomorfologici. A questi livelli l’edizione non appare nel complesso affidabile: a una serie di modernizzazioni non sistematiche si accompagnano di converso arcaismi e venetismi non autentici (aver > haver, tutto > tuto). Di due campioni di testo si è qui proposta una riedizione di carattere conservativo. Gli estratti sono stati scelti in modo da rappresentare la varietà tematica dei Diarii ai due lontani estremi temporali della loro redazione. L’esame linguistico condotto sul campione (a.) conferma, se ce ne fosse stato bisogno, l’alto grado di toscanizzazione e di polimorfia raggiunti del veneziano “illustre”; permette inoltre di descriverne la sostanziale continuità con la forte tradizione latinizzante e con le koinai settentrionali contemporanee, in particolare nelle loro declinazioni cancelleresche. Le copie e i riassunti di documenti originali si confermano linguisticamente eterogenei rispetto alle altre parti dell’opera: nel complesso le trascrizioni di Sanudo, complete o parziali, si distinguono dal resto pressoché a ogni livello linguistico (sono emersi circa 20 tratti discriminanti). I Diarii costituiscono altresì, in prospettiva lessicologica, un preziosissimo documento del rapido rinnovamento che coinvolge il vocabolario italiano a cavallo tra XV e XVI secolo. La lessicografia scientifica del XX secolo si è rivolta a essi con crescente interesse. Nel presente lavoro si è cercato di esemplificare il patrimonio lessicale dell’opera, previa un’indispensabile riduzione del campo d’indagine. Si sono tentate due strade: la riduzione del corpus di partenza al solo primo campione e la selezione su base onomasiologica dei materiali forniti dall’intera ed. Fulin et al. Quest’ultimo esame è stato ristretto al campo semantico dell’artiglieria. I risultati sembrano comprovare che i Diarii contengano ancora molte potenziali integrazioni alla lessicografia storica ed etimologica del veneziano e dell’italiano. Come ad altri livelli della lingua, l’elemento veneziano nel lessico appare ormai assai sbiadito a vantaggio di un generico settentrionalismo di koinè.
Den Ausgangspunkt dieser Arbeit bilden die zwischen 1496 und 1533 von Marin Sanudo verfassten Diarii. Der Originaltext umfasst 59 Manuskriptbände. Er wurde zwischen 1879 und 1903 ediert. Die Studie setzt sich zum Ziel, das umfangreiche Werk nach Maßgabe moderner methodischer Kriterien von Sprachwissenschaft und Editionsphilologie zu untersuchen. Erstmals dient auch der in der Biblioteca Marciana in Venedig aufbewahrte Autograph als Untersuchungsgrundlage. In der Zeit Sanudos durchlebte Venedig auch in sprachlicher Hinsicht einen dramatischen Wandel: Der bereits sehr fortgeschrittene Prozess der Toskanisierung intensiviert sich nach dem Erscheinen der Prose della volgar lingua von Pietro Bembo im Jahre 1525; intensive Sprachkontakte hinterlassen zahlreiche Spuren im Wortschatz. Die Diarii gehören zum Genre der Gegenwartschronik in Tagebuchform, das Ende des 15. / Anfang des 16. Jh. in Nord- und Mittelitalien weit verbreitet war. Die genauen Bedingungen, unter denen das Werk entstand, sind noch nicht völlig geklärt. Die wesentlichen Pfeiler sind Sanudos Notizen aus den Ratsversammlungen und seine Transkripte zugehöriger Originaldokumente. Nach Sanudos Tod lagerten die Bände für lange Zeit in den Archiven des Consiglio dei Dieci und gerieten fast vollständig in Vergessenheit; eine Kopie des gesamten Textes konnte erst Ende des 18. Jh. angefertigt werden. Die Diarii fanden nun viel stärkere Beachtung, besonders in der historischen Forschung, und es entstanden ambitionierte Editionspläne (ein erster wichtiger Schritt war die Ausgabe von Exzerpten in Brown 1837-38). Die neu gegründete Regia Deputazione Veneta di Storia Patria gab 1877 den Anstoß zur Erarbeitung einer vollständigen Ausgabe der Diarii. Als Herausgeber fungierten Rinaldo Fulin, Federico Stefani, Niccolò Barozzi und Guglielmo Berchet. Die eigentliche Kärrnerarbeit, die Transkription, wurde von einer «kleine[n] Armee von [leider anonymen] Kopisten» übernommen. Trotz zahlreicher Kontroversen und finanzieller Schwierigkeiten gelang es den Herausgebern und dem Verlag (Marco Visentini), das Projekt im Jahre 1903 zu vollenden. Die Druckausgabe umfasst 58 Bände mit insgesamt fast 40.000 Spalten. Als grundlegendes Prinzip sollte die größtmögliche Treue zum Manuskript gelten. Laut der Prefazione von Guglielmo Berchet favorisierte die Deputazione eine quasi diplomatische Ausgabe. Allerdings wich man von diesem Prinzip in den langen Jahren des Editionsprozesses häufig ab. In dieser Arbeit wird der Frage der Zuverlässigkeit der Ausgabe einiger Raum gewidmet. Zu diesem Zweck wurden zwei Passagen aus dem Originalmanuskript (erster und letzter Band) ediert und mit der Edition verglichen. Das Ergebnis war ernüchternd. Zwar modernisieren die Herausgeber den Text nicht systematisch. Aus editionsphilologischer Sicht weist die Ausgabe jedoch zahlreiche Abweichungen auf, die ihren Wert als Grundlage für sprachwissenschaftliche Analysen relativieren: viele graphische und phono-morphologische Charakteristika der Handschrift gehen verloren, und auch die morphologische Ebene ist betroffen. Insgesamt ergibt sich aus der sprachlichen Analyse des ersten Ausschnitts ein Bild großer Heterogenität. Der Wortschatz des Textes spiegelt unterschiedliche chronologische Schichten und verschiedenste regionale Einflüsse wider. Hinzu kommen erhebliche texttypologische Divergenzen auf Grund des Nebeneinanders von Passagen im individuellen Stil des Autors und zahlreichen Einsprengseln aus Originalquellen. Die Untersuchung erlaubt es, einige Merkmale der Diarii genauer zu bestimmen, als dies bislang in der Sekundärliteratur der Fall war: Aus der Analyse des begrenzten Untersuchungsausschnitts ergeben sich mehr als 20 relevante Besonderheiten. Auch wenn der Text selbst sprachlich wenig homogen ist, zeigt ein intertextueller Vergleich doch eine Nähe zur lingua cortegiana, die auf den koinai der wichtigsten Städte Mittel- und Norditaliens basiert, und insbesondere zu deren Kanzleisprachen (lingue cancelleresche). Im lexikalischen Bereich erbringt eine exemplarische Durchsicht der gesamten Diarii zahlreiche Rückdatierungen und wortgeschichtliche Ergänzungen. Auch auf lexikalischer Ebene bestätigt sich, dass die Sprache der Diarii in vielerlei Hinsicht dem ursprünglichen Venezianischen weniger nahe steht als anderen sprachlichen Varietäten Italiens. Charakteristisch sind auch zahlreiche Entlehnungen aus anderen Sprachen Europas und des Mittelmeerraums. Im Bereich der Artillerie registrieren die Diarii sozusagen in Echtzeit die Anpassung des Wortschatzes an die materiellen Neuerungen.
Link zu diesem Datensatz: urn:nbn:de:bsz:291-scidok-59204
hdl:20.500.11880/23696
http://dx.doi.org/10.22028/D291-23640
Erstgutachter: Schweickard, Wolfgang
Tag der mündlichen Prüfung: 27-Mai-2014
SciDok-Publikation: 24-Okt-2014
Fakultät: Fakultät 4 - Philosophische Fakultät II
Fachrichtung: P - Romanistik
Fakultät / Institution:P - Philosophische Fakultät

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